Il libro "Astenersi perditempo" è prenotabile presso tutte le librerie del circuito Feltrinelli

06/11/08


Mi scrive Lella, di Bellinzona (Svizzera):


"Ciao Gianni, ho sentito il tuo intervento alla trasmissione radiofonica "L'uomo della notte" e penso che hai detto cose giuste, anche se magari non tutte condivisibili. Ma non ho letto il libro di cui parli, per cui non posso nè voglio aggiungere altro. Solo che mi è venuta una curiosità: in che modo può cominciare un libro del genere? Anche perchè credo che sia difficile in assoluto, qualsiasi possa essere l'agomento, dico bene? So che non vorrai sbilanciarti, ma dammi almeno un piccolo indizio! Grazie e complimenti per il blog. In bocca al lupo. Lella".

Grazie Lella! In effetti hai detto una cosa sacrosanta, l'inizio è molto difficile, ma se trovi l'ispirazione il gioco è fatto. Nel mio caso.. "Astenersi perditempo" inizia raccontando l'ipotetica vigilia di un appuntamento al buio. Il breve tratto di strada per andare nel luogo concordato, i pensieri che si rincorrono, le aspettative, i dubbi, le considerazioni. Nella parte finale del libro c'è spazio per i pensieri del "dopo", sulla strada del ritorno. E' quindi un ipotetico "apri" e "chiudi" che è un pò il leit motiv che precede e segue ogni appuntamento al buio. Il "prima" è un condensato di immaginazione, il "dopo" mette a nudo la realtà con cui fare i conti, qualunque essa sia. In mezzo a tutto ciò, ci sono i più e i meno di 15 anni in cui ho collezionato storie di vita. Qualcuno si aspetta un libro pieno di "pruderie" e racconti piccanti. Sì, quelli non mancano, ma nell'ottica di qualcosa che ho voluto raccontare senza creare l'effetto "buco della serratura". Spero d'aver esaudito la tua curiosità e grazie per i complimenti!

Gianni

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