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20/03/09

Uno di noi !


Riporto integralmente un articolo apparso venerdì 20/3 su "Metro" uno dei tanti freepress che vengono distribuiti a Milano. La firma è del giornalista Alberto Infelise, che dopo questo articolo entra ufficialmente nel ristretto novero dei miei eletti. Tratto dalla rubrica "First life".
Il titolo dell'articolo: E' UFFICIALE, LA LAUREA NON SERVE.


Ecco il testo:


Ci sono diverse categorie umane di cui diffidare. Ma di nessuna si deve diffidare così tanto come della categoria "donne". Ora, senza stare a citare antichi proverbi che potrebbero apparire sessisti, persino una dotta ricerca ha rivelato che le femmine desiderano sì sposare un intellettuale che dia loro garanzie e le faccia ridere, ma che nel segreto covano il desiderio d'essere possedute carnalmente più e più volte da "Gino il muratore" o, peggio ancora, da "Fernando l'idraulico". Il dubbio m'era venuto da tempo: hai voglia a stordire l'amata di belle parole, poesie, gioielli di Cartier, cessione del quinto, trilocali terrazzati, automobili tedesche, vacanze in Sardegna, dischi di Tiziano Ferro. Quelle, all'apparire del primo nerboruto dallo sguardo torbido e l'erezione certa (non influenzata, cioè, dalla perniciosa lettura degli idealisti tedeschi e la loro stramaledetta legge morale dentro di sé) sgattaiolano umide nel primo antro nascosto per approfittarne.

Quando qualcuno dice che la laurea non serve a nulla, ora avrete un motivo in più per dargli ragione, insomma. Eppure ancor'oggi esistono ingenui maschi traditi che ti vengono a confessare tra i singhiozzi: "Quella stronza! Mi ha tradito con uno che avrà sì e no la terza media! Chissà che ci trova in uno così!".

Ma è chiaro no, pisellino bello? Ci trova e ci ritrova e ci ritrova ancora. Gli è che il maschio italico, persino quello laureato, è stato cresciuto nella convinzione di essere l'unico possibile e credibile dispensatore di dindalòn in circolazione e che le femmine se ne stiano lì, in attesa che si conceda tronfio tra un posticipo di campionato e una battuta di pesca con gli amici.

Ma le femmine sono subdole. Ed esistiamo noi, maschi non laureati.

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