Il libro "Astenersi perditempo" è prenotabile presso tutte le librerie del circuito Feltrinelli

29/04/11


Ciao, mi chiamo Anna e scrivo dalla provincia di Verona. Ho scoperto per caso il tuo blog circa un anno fa e lo seguo con curiosità. A volte condivido e comprendo la tua amarezza perché anch’io ho scritto un romanzo ambientato nell’Italia post seconda guerra mondiale, ma non ho trovato un editore disposto a pubblicarlo. O meglio: alcuni “addetti ai lavori” mi han detto che era bello e convincente ma che nel panorama editoriale quasi sempre non conta “cosa” ma “chi”. In pratica se il mio romanzo l’avesse scritto una persona famosa sarebbe stata tutta un’altra storia! Dimmi tu se son ragionamenti da fare, questi, comunque così sembra che vadano le cose..
Ti consiglio in ogni caso di non arrenderti, anche se so che non è facile. Pure io ho incontrato delle persone conosciute in chat, mi sarebbe piaciuto leggere come tu, dal tuo punto di osservazione di uomo, hai trattato un argomento così ..spinoso e controverso. Un sincero in bocca al lupo!   Anna.

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Grazie Anna, per la tua bella mail. La tua “rivelazione” mi ha stupito relativamente, in quanto non è difficile ipotizzare che spesso più del “cosa” conti il “chi”. Anche per il mio “Astenersi perditempo” qualche editore si era espresso in modo lusinghiero e positivo, ma non convinceva la possibilità che l’argomento trattato potesse suscitare ancora interesse, in un mondo che fa della comunicazione virtuale e telematica quasi una ragione di vita. Certo è che fino a quando un libro non viene pubblicato, non puoi mai sapere se avrà un buon successo di vendite oppure no. Questa è una consolazione piuttosto magra: gli editor non sono infallibili, certo è il loro mestiere e avranno, come dire, il “termometro” della situazione meglio di qualunque altro, ma restano esseri umani con un ampio margine di sbaglio. Per quanto riguarda come ho trattato l’argomento “appuntamenti al buio”, ti posso assicurare che non c’è autocelebrazione nei passi del mio libro, non è un campionario di vanità tipicamente maschile, non ci sono trofei e feticci esibiti con smargiasseria e tracotanza. C’è altresì ironia, disincanto, autocritica e auto sbeffeggiamento, in alcuni tratti ne esco con le ossa rotte e io stesso mi pongo nel ridicolo. In fondo siamo umani, con le nostre debolezze, i nostri falsi miti, il “super io” esposto al ludibrio delle situazioni più grottesche e inaspettate. Credo che il libro farebbe ridere e sorridere molte persone. Ciao Anna e un grosso “in bocca al lupo”a te!