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19/12/11

Anema e core

Intervista a:
Tiziana Iaccarino
Napoli è da sempre una città affascinante, discussa e controversa. La sua gente è unica, particolare, ricca d’animo e capace di slanci che non ti aspetti. Napoli uguale arte, uguale tanti artisti che hanno fatto conoscere al mondo intero il loro talento e l’espressione della loro creatività a vari livelli, dal teatro alla canzone, dal cinema alla letteratura e poesia. 
Tiziana Iaccarino nasce all’ombra del Vesuvio 35 anni fa. Oggi è un’apprezzata scrittrice, ma nel suo ampio curriculum il suo talento spazia dal disegno alla poesia, passando per il canto e la recitazione.
Nel 2008 il suo romanzo dal titolo “Un barlume di speranza” viene pubblicato dalla casa editrice toscana “Giovane Holden” e ottiene i primi consensi, al punto da riuscire a raggiungere la terza ristampa in un solo anno dalla sua uscita. Iniziano così le prime recensioni, le interviste e le partecipazioni a varie emittenti radiofoniche e televisive. Tiziana, insomma fa, come si suol dire “audience, e il suo libro piace sempre di più, tanto che raggiunge l’ottava ristampa!
Nel 2011 viene pubblicato il suo secondo romanzo dal titolo “Le catene del potere” (foto copertina), ambientato nella sua città d’origine.

Tiziana, com'è nata la tua vena letteraria e come si è sviluppata nel tempo?
“Ho sempre amato l'arte: disegnare, scrivere, cantare, ballare, recitare. Sempre. Scrivere mi ha appassionata nel tempo sempre di più, perché mi ha permesso di portare sulla carta parole ed emozioni, sentimenti e sensazioni difficili da descrivere, per cui riportarle sulla carta era più semplice. Inoltre, mi teneva compagnia nei momenti di solitudine, raccontare storie sulla carta. Ho vissuto molti momenti di solitudine nella mia vita. L'arte è stata ed è un'ancora di salvezza”.
Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato nel far conoscere le tue opere?
“La maggiore difficoltà è stata quella di apparire "credibile". E’ facile diffidare dei nuovi arrivati, perché hanno tutto da dimostrare e, soprattutto, da guadagnare, a partire dalla fiducia”.

Cosa consiglieresti di fare e di non fare a uno scrittore esordiente?
“Innanzitutto armarsi di molta pazienza. Avere costanza e tenacia, non arrendersi, credere in ciò che crea. Di impegnarsi per dimostrare di valere e per distinguersi da chi, invece, crede di avere talento ma non fa nulla per dimostrarlo, sperando che gli vada sempre bene. Ma nella vita non si vive di sola fortuna, secondo me. Anche se quella è spesso indispensabile”.
Come vedi il futuro dell'editoria digitale, gli e-book per essere più chiari?
“Una prospettiva ottima. Rivoluzionaria. Oggi ancora presa sottogamba e sottovalutata. Ma molte case editrici si stanno adeguando ai nuovi tempi, alle nuove tecnologie. La rivoluzione tecnologica anche nell'editoria è già cominciata, è solo questione di tempi e di abitudini comuni”.