Il libro "Astenersi perditempo" è prenotabile presso tutte le librerie del circuito Feltrinelli

29/02/12



Giacinto Canzona, chapeau! Sembrava impossibile emulare il grande Totò e la mitica scena della Fontana di Trevi venduta a un incauto turista. Nel nostro bel paese, però, l’impossibile non esiste: ecco quindi che un giovane avvocato sale improvvisamente agli onori della cronaca, buggerando televisioni e radio con notizie fasulle e inverosimili. Suore che sfrecciano a 180 km in autostrada,
gattini ereditieri e miliardari, fantomatiche donne incinte che abortiscono a seguito dello “Schettino-Concordia-Disaster”. I media, ovviamente, abboccano, assetati di scoop esclusivi da sbattere in prima serata e non solo, la frittata è fatta e le figuracce si espandono più del carburante che fuoriesce dallo scheletro navale adagiato sulla bagnasciuga dell’Isola del Giglio.
Io sto con Canzona, piaccia o no è lui il vero vincitore di questa farsa. L’avvocato sta facendo il pieno di pubblicità, era quello che voleva e se lo merita. Certo non è peggiore dei “plastici” di Vespa a Porta a porta, o degli inviati che presidiano in stato catalettico la villa di Avetrana. Del resto, lui, Canzona, è un tassello che s’incastona a meraviglia nel mosaico dell’assurdo proposto quotidianamente dalle televisioni. Le notizie che fanno notizia sono proprio le “non notizie”, questo in fondo è ciò che vogliamo. Nell’estate del 1984 tre ragazzi livornesi si presero beffa del mondo, facendo ritrovare tre teste che i“luminari” dell’arte attribuirono immediatamente al grande scultore Modigliani. Invece erano stati loro, i tre ragazzi, a scolpire quelle teste. “Impossibile!”, sentenziarono gli esperti. Ma in Italia niente è impossibile: i tre amici burloni raccolgono la sfida e, in diretta tv, realizzano un nuovo falso. D’autore, ovviamente. Ecco, io sto con queste persone. Sto perfino con Paolini, il noto “disturbatore” delle dirette tv. Si, certo, è un idiota, è un disturbato mentale, ma può consolarsi perché è in ottima compagnia. Voleva pubblicità, tanta pubblicità, e l’ha ottenuta. Punto. Io, nel mio piccolo, mi rendo conto ogni giorno di più che ho sbagliato tutto. Avrei dovuto fin da subito far finta di essere una donna, nel proporre il mio libro alle case editrici, esagerando di brutto sulle cifre: 7000 appuntamenti al buio, generose fellatio elargite al primo appuntamento, schede, classifiche, centimetraggio medio maschile. Ora sarei ricco (anzi ricca..) e famoso/a. E dividerei il proscenio con Canzona, Paolini e Schettino. Non sappiamo se Totò sia contento, dall’alto della sua eternità, ma se non altro può essere fiero di aver fatto un’ottima scuola.


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