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05/02/15



Non c’è bisogno di troppi giri di parole per descrivere una scrittrice (e una giornalista) come Alessandra Appiano. A me sono sufficienti due aggettivi: genuina ed elegante.
L’ho conosciuta attraverso il piccolo schermo (è spesso ospite nei principali talk show della tv), poi leggendo alcuni dei suoi libri (con il romanzo d’esordio, “Amiche di salvataggio”, si è aggiudicata il prestigioso Premio Bancarella nel 2003), fino alla grande soddisfazione di poterla intervistare.
Una chiacchierata informale che fornisce il fedele ritratto di una donna semplice, a cui basta un sorriso per affrontare la vita nel modo giusto.

Alessandra, appartieni (come me, del resto...) a una generazione che ha vissuto con poco più di niente, pur avendo tutto, e ora vive circondata dal “tutto” che sembra niente. Ieri i juke-box, i giradischi con la puntina traballante e i telefoni a gettone, oggi gli smartphone, internet, i social network. Cosa ti manca di più di quegli anni, nemmeno troppo lontani...?
“Non sono una che vive di rimpianti. Però si viveva meglio quando le persone  trovavano il tempo per frequentarsi sul serio, vedersi di persona, scambiarsi opinioni guardandosi negli occhi. Non nego l’utilità della tecnologia, ma l’abuso che se ne fa ci ha sicuramente impoveriti, e parecchio.”

Con il tuo libro d’esordio, “Amiche di salvataggio”, hai vinto il premio Bancarella, nel 2003. Una gran bella soddisfazione. Da allora, hai scritto tanti altri libri di successo, tradotti in varie lingue in Europa. Ce n’è uno a cui sei particolarmente legata e se sì, per quale motivo?
“Amiche di salvataggio è stato il mio bestseller, quello che mi ha permesso di decidere di fare la scrittrice a tempo pieno ed è diventato il nome della rubrica che ho da tanti anni su Donna Moderna (e ora anche del blog). Insomma devo a questo romanzo la mia identità di giornalista e di scrittrice, anche se penso che Il cerchio degli amori sospesi e Solo un uomo siano i miei due romanzi più riusciti e più raffinati.”
La tua ultima fatica letteraria, “Solo un uomo”, mette in risalto la grande forza dell’animo femminile,  ma è anche un quadro, talvolta impietoso, delle persone “di mezza età”. Uomini immaturi, eterni Peter Pan preoccupati dalla calvizie e dal doppio mento, ma anche donne sul perenne orlo di una crisi esistenziale. Nel libro ci sono alcune citazioni molto belle, una mi ha colpito in modo particolare ed è quasi alla fine: “A cinquant’anni occorrono colpi di genio per inventarsi”. Ma è davvero così allo sfascio, la generazione dei cinquantenni?

“No, non è allo sfascio: nel mio romanzo descrivo tanti personaggi  positivi, compresi gli uomini che ha amato Camilla, la protagonista: sono tutti intelligenti, dialettici, per nulla superficiali. Quello che porta allo sfascio esistenziale (e sentimentale) è questa idea che si debba sempre essere giovani e vincenti, sempre in pista e competitivi sul lavoro, negli affetti, e nelle prestazioni sessuali. Mentre il vero colpo di genio è accettare il cambiamento, pure l’inevitabile rallentamento (dei ritmi, dei desideri, ma anche dello stress e delle paure) che arriva con lo scorrere delle stagioni. Non si può avere sempre la stessa identica immagine di se stessi. Una donna over anta che vuole sembrare una ragazza, sarà immensamente più brutta (e più infelice) di una che si accetta e riadatta la sua bellezza, la sua eleganza, il suo charme alla sua età e alla sua esperienza.”
Per Alessandra Appiano scrivere è..
“Potrei dirti vivere, ma la vita è più importante della scrittura. Forse la risposta più giusta è: esprimermi al meglio, in faticosa (perché scrivere è faticoso) e gioiosa libertà.”
Recenti statistiche hanno stabilito che un italiano su due non legge. Molto grave come rilievo, che ne pensi?
 

“Certamente. Ma se continuiamo così, la gente leggerà ancor meno. Passerà tutto il suo tempo su Twitter e  Facebook, a fotografarsi e a chattare. Oramai non esiste più il pubblico: tutti sono protagonisti della storia che amano rappresentare di se stessi.”
Quale consiglio pratico daresti, a un aspirante scrittore, per partire con il piede giusto? Gli errori assolutamente da evitare o, se esiste, qualche trucco del mestiere a a cui ricorrere (con le dovute moderazioni..)?
“Se uno vuole scrivere deve prima di tutto essere un lettore assiduo, anzi bulimico, compulsivo. Purtroppo come dicevo, si sta verificando un fenomeno strano: tutti scrivono ma nessuno legge.”
Ultima domanda: lo scorso dicembre sei stata insignita dal Comune di Milano dell’ ambito Ambrogino d’oro per le tue attività nel sociale. Cosa ha significato per te ricevere un riconoscimento così importante, visto che sei milanese... adottiva?
“Milano mi ha dato tutto. È una città che amo, a cui sono profondamente riconoscente. Sono nata ad Asti, da un papà veterinario e da una mamma casalinga: tutto quello che ho ottenuto nella vita l’ho ottenuto con le mie forze, senza santi in paradiso né entrature di alcun tipo. Quindi in definitiva lo devo alla democraticità di questa città straordinaria, che premia il merito, la voglia di lavorare, di costruire. L’Ambrogino d’oro mi ha inorgoglito ma soprattutto mi ha fatto venir voglia di impegnarmi più seriamente nel volontariato. E anche in questa nuova politica che vuole infondere speranza, che cerca di rimboccarsi le maniche  e ricominciare da capo.”  

Il link per accedere al sito di Alessandra:  http://www.alessandraappiano.it

Alessandra Appiano con il sindaco di Milano Pisapia
durante la consegna del premio "Ambroginio d'oro 2013"