Il libro "Astenersi perditempo" è prenotabile presso tutte le librerie del circuito Feltrinelli

28/09/15

Repubblica: l'intervista integrale

Intervista di Filippo Santelli




“Sentivo un grande vuoto.”  Per colmarlo Gianni Santoro, 56 anni, ha cominciato a rispondere agli annunci di incontri. All’inizio sulle riviste, erano i primi anni Novanta, poi su Internet. “Fino a che non è diventata una dipendenza. In 15 anni ho incontrato oltre 700 donne”, racconta. Un vizio che ha raccontato in un libro, Astenersi perditempo, pubblicato nel 2013 da Giraldi editore. 

“Ma la vera emozione era incontrare quelle persone, guardarle negli occhi, toccarle. Oggi invece mi sembra che le relazioni siano tutte virtuali.”

Perché ha risposto per la prima volta a un annuncio?

“Avevo 32 anni e uscivo da un’esperienza sentimentale poco felice. Era quasi Natale e mi sentivo molto solo, di colpo avevo perso ogni punto di riferimento. La mia prima idea era quella di andare alla ricerca di un partner, qualcuno che potesse riempire quel vuoto affettivo, ma poi le cose sono cambiate.”

In che senso?

“Ho scoperto che conoscere donne era molto più facile del previsto. Forse mi ero sottovalutato, fatto sta che le richieste di incontro arrivavano in continuazione. E’ come quando giochi alla roulette e inizi a vincere, in breve diventa un vizio, il mezzo diventa un fine in sé. Ho pensato: mi posso divertire, perché impegnarsi in una relazione? E sono andato avanti per 15 anni.”

Che canali utilizzava per organizzare un appuntamento?
“Ho cominciato rispondendo agli annunci sulla rivista Secondamano. Poi è arrivato Internet: mi sono iscritto a vari siti specializzati e con il tempo sono diventato un esperto. Ho affinato il messaggio di presentazione, che copiavo e incollavo su tutte le piattaforme. Mi sono concentrato sulla fascia di età su cui potevo riscuotere maggior successo, quella fra i 30 e i 40 anni.”

Voleva dare un’immagine diversa di sé? Si è costruito un avatar?

“Assolutamente no. Mi proponevo per quello che ero, non avrebbe avuto senso mentire, anche perché le bugie sarebbero cadute al primo appuntamento. Però mi è capitato di incontrare donne del tutto diverse dalle immagini del loro profilo, magari scattate dieci anni o dieci chili prima.”

Molti giudicano le persone che utilizzano questi siti degli “sfigati”, individui con problemi di socialità.
“Alcuni lo sono. Ma la maggior parte delle donne che ho conosciuto erano del tutto normali, spesso affascinanti e con posizioni lavorative prestigiose. Donne che non avevano certo bisogno di ricorrere a questo espediente per trovare compagnia. Alcune forse lo facevano per sperimentare l’azzardo di uscire con uno sconosciuto, molte perché erano sole o per mancanza di tempo e relazioni fuori dal lavoro.”

Una botta e via … era la regola?

“Non era scontato finire a letto, non è un Mc Donald’s. Succedeva solo se scattava un’intesa particolare, altrimenti ci si fermava a una bella chiacchierata. E non era scontato neppure fermarsi al primo appuntamento: con alcune donne ho creato relazioni più profonde. Anche se molte delle donne che ho incontrato, e che magari avrei voluto rivedere, non intendevano andare oltre.”

Insomma, le batoste si prendono anche lì…
“Sì, ho conosciuto tante persone con la loro umanità. Ma non ne possedevo mai una fino in fondo. Una sera mia madre mi lasciò un messaggio vicino al telefono di casa: “Tante donne,  nessuna tua.” A Natale ero comunque sa solo, ma allo stesso tempo non riuscivo a smettere di incontrarne altre, a essere fedele.”

Le è capitato di avere dei rapporti solo virtuali, di non incontrare di persona le donne che conosceva?
“In quei casi lasciavo subito perdere. Dietro una tastiera siamo tutti bravi, ma io quelle donne volevo incontrarle, guardarle negli occhi, toccarle. E una volta a tu per tu il modo in cui ci eravamo conosciuti era già dimenticato. Non come oggi.”

Che succede oggi?
“Che la Rete ha facilitato i rapporti, ma la gente sta sempre incollata al telefono. Le relazioni sono diventate virtuali, a teatro o al ristorante tutti a controllare se qualcuno li ha… whatsappati, come si usa dire. Solo l’incontro in carne e ossa ti mette in gioco.”

E lei ha trovato l’amore?
“Da nove anni ho smesso con gli incontri. A un aperitivo organizzato da un sociale network ho conosciuto una persona che mi ha conquistato con la sua dolcezza. C’è voluto del tempo per uscirne, ma lei non mi nha mai forzato, ecco la chiave. Perché l’amore sopravvive a tutto, tranne che alle catene.”